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Dai Romani ad oggi, natura e umanità si sono incontrate e scontrate in un alternarsi continuo di vincitori e vinti..
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La via Mala è uno scrigno ricco di risorse naturali incontaminate, portatrice di un notevole patrimonio storico e architettonico.

foto roccolo

Lo sfruttamento della Valle di Scalve, sin dall’epoca preistorica è dimostrato da testimonianze chiaramente visibili, come i graffiti rupestri scolpiti dai Camuni, tutt’oggi oggetto di studio e attrattiva culturale.
Solchi regolari incisi nella roccia e risalenti all’epoca romana testimoniano invece il passaggio di slitte cariche di minerali ferrosi lungo un sentiero che dalle miniere scalvine portava a Borno, in Valle Camonica.

foto la strada scavata nella roccia
La realizzazione della Via Mala venne affidata nel 1857 all’ingegner Fiorini di Darfo: i lavori iniziarono nel 1862 e tre anni dopo la strada era già transitabile.
Via Mala - denominata così per le peculiari affinità morfologiche con la strada altrettanto famosa del cantone svizzero dei Grigioni - lasciava senza fiato i passanti con le sue impetuose cascate e i suoi
vertiginosi precipizi, ma portava anche con sé, soprattutto durante i periodi invernali, timori ed inquietudini per il pericolo di caduta di valanghe e macigni.
Un museo a cielo aperto